Quest’anno, al Sicilia Film Fest, la memoria civile non sarà un contorno, ma il cuore pulsante della manifestazione. Prima ancora dei film d’autore e delle star sul tappeto rosso, i riflettori si accenderanno su eroi che hanno sacrificato la vita per la giustizia. Dal 13 al 21 agosto, infatti, l’evento di Terrasini presenterà in anteprima assoluta “L’Onore dei Pupi”, una serie antologica animata che affida all’antica arte del maestro puparo Angelo Sicilia il compito di raccontare le storie di Rosario Livatino, Pino Puglisi, Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un’operazione culturale potente, che elegge il festival a presidio della memoria, utilizzando un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni.
Questa scelta coraggiosa dà una profondità inedita al tema dell’edizione 2025: “La vita (non) è un gioco”. La parentesi del “(non)” smette di essere un ammiccamento intellettuale e diventa una tragica verità, incarnata dalle vite di chi ha giocato la partita più seria di tutte, quella per la legalità. È la visione del direttore artistico Vincenzo Sacco, che ha voluto questo progetto per “omaggiare la memoria dei nostri veri Paladini”, saldando la tradizione culturale siciliana all’impegno civile.
Attorno a questo nucleo incandescente si sviluppa un programma che esplora le infinite sfumature dell’esistenza. Le proiezioni gratuite, ospitate tra le storiche mura del Palazzo d’Aumale, spazieranno da drammi intensi come Maria di Pablo Larraín a commedie riflessive come Arrivederci tristezza di Giovanni Virgilio, tutte selezionate per la loro capacità di interrogarsi sul peso delle nostre scelte.
Il festival affida la sua rappresentanza a due figure femminili emblematiche. A presiedere la giuria sarà Ester Pantano, attrice siciliana dal solido percorso tra cinema e tv, garanzia di rigore e sensibilità artistica. Il ruolo di madrina è invece di Eleonora Cristiani, volto che collega il mondo del cinema a quello dei nuovi media. La sua parabola, da cronista sportiva a content creator di successo, incarna la capacità di maneggiare il “gioco” della comunicazione moderna senza mai banalizzare il messaggio, rendendola una figura chiave per un festival che vuole dialogare con il presente. Insieme a Pantano, valuteranno le opere il medico-showman Antonio Panzica e la scrittrice Lisa Pitrolo Savà.
Mentre il pubblico assegnerà il suo Faro d’Argento, la giuria conferirà il Faro d’Oro al miglior film e il Faro dell’emozione alla migliore interpretazione, con premi che sono essi stessi opere d’arte: ceramiche uniche realizzate a mano da Daniela La Vardera.
Con il sostegno convinto dell’amministrazione comunale, che vede nel festival un motore culturale e turistico per Terrasini, l’evento si prepara a essere molto più di una rassegna cinematografica. Sarà una piazza viva, un luogo di dialogo – animato anche dai Cinetalk di Ivan Scinardo – dove l’arte antica dei Pupi e il cinema contemporaneo si uniscono per una missione comune: dimostrare che la cultura, quando non ha paura di prendere posizione, è lo strumento più potente per costruire un futuro consapevole.

